ABRUZZO/LAZIO/UMBRIA: SS17, SS4 e SS79 L’Aquila – Terni

Il centro dell’Italia: L’Aquila, sede del giornale locale “Il Centro”; Rieti, sede dello stadio “Centro d’Italia”; Terni, dicono che la cittadina vicina di Narni sia il vero centro della nostra nazione. Sì, se guardiamo la cartina dell’Italia ci troviamo proprio al centro. Ma il mio obiettivo, in quest’articolo, è quello di analizzare un collegamento interregionale, non sindacare su quale sia effettivamente questo centro. L’Aquila – Terni distano circa 80 km. Si attraversano, oltre le province abruzzese e umbra, anche quella laziale di Rieti.
Non saprei definire con precisione l’utenza del collegamento. Diciamo che per la SS 17 dell’Appennino Abruzzese il traffico è per lo più pendolare tra l’Abruzzo aquilano e il reatino; sulla SS 4 Salaria e sulla SS 79 Ternana c’è una massiccia presenza di automezzi (asse Roma – Ascoli Piceno e zone industriali di Terni). Di sicuro, tutte le 3 strade percorse sono fondamentali per l’economia locale.
Iniziamo a esaminare il profilo turistico del collegamento. Per la precisione partiamo dalla rotatoria di fronte al centro commerciale “L’Aquilone”, periferia occidentale del capoluogo abruzzese. Ci troviamo sulla SS 17 al km 29 e la percorreremo fino ad Antrodoco, luogo della sua origine (km 0). Fino al punto in cui si valica la Sella di Corno (1005 metri s.l.m.) il paesaggio è molto bello per chi all’Aquila ci arriva e, quindi, non per noi. Infatti, se il percorso fosse inverso, avremmo una bellissima panoramica sul Gran Sasso e sulla città. Dirigendoci verso Rieti, invece, vediamo montagne ordinarie. Dopo la Sella di Corno però, anche per noi è possibile ammirare un ottimo paesaggio. Superato il confine di regione Abruzzo/Lazio, la discesa verso Antrodoco ci permette di osservare come sia stretta la valle omonima sulla nostra sinistra. Qui ci sono le “Gole di Antrodoco” che, già dal nome, ci fanno capire come sia ombrosa la cittadina reatina. Sopra il centro abitato di circa 2.000 persone, si diradano le montagne del Terminillo, particolarmente imponenti vista la bassa altitudine di Antrodoco (450 metri s.l.m.).
Giunti nel paese reatino, la SS 17 confluisce nella SS 4 Salaria. Siamo al km 98 e anche qui andremo verso la sua origine che si trova a Roma. Fino a Rieti segnalo le Terme di Cotilia dove è possibile prendere acqua solfurea dalla fonte, proprio di fianco la carreggiata sulla sinistra. Se non mi sbaglio ci sono almeno quattro cannelle. Sconsiglio a tutti di berla. Se, invece, venissimo da Rieti, potremmo vedere la squallida scritta fatta con gli alberi “DUX” in cima al monte Giano, monte laziale di 1800 metri circa. Potremmo aprire un dibattito su cosa fare di questa scritta, ma lo evito dicendovi che sarei d’accordo sia nel mantenerla sia nel cancellarla. Sembra oltraggioso difenderla ma se ragionassimo in tali termini dovremmo cancellare anche ciò che rimane dell’olocausto.
Arrivati a Cittaducale inizia un tratto a 2 corsie per senso di marcia che funge da tangenziale per la città di Rieti. Della città non si vede praticamente nulla, tranne sporadiche palazzine. Questo ci fa capire come sia piatta e aggiungo che la nebbia la governa quasi tutte le mattine autunno/invernali. Ci troviamo, infatti, all’estremità sudorientale di una piana agricola a circa 400 metri s.l.m.. Lasceremo questa piana tra 15 km, quando una galleria ci aprirà le porte della provincia di Terni. Ora, vogliano scusarmi i reatini, ma penso che il modesto capoluogo non abbia molto da offrire a livello monumentale. Possiede un piccolo centro storico di cui non so nulla. Rimando perciò a consultare wikipedia.
Proseguendo dritto verso Terni, lasciamo la Salaria per immetterci sulla SS 79 Ternana, dove finisce il tratto a 4 corsie. Nei chilometri che ci separano dalla vicina Umbria, segnalo i monti del Terminillo sulla destra. Se siamo fortunati, vediamo molto bene gli impianti sciistici e le antenne della “montagna dei romani”.
Superata la galleria e l’incrocio di Labro entriamo in Umbria. Siamo vicinissimi a Terni e per giungere nel capoluogo abbiamo due possibilità. Se non abbiamo fretta consiglierei di non seguire le indicazioni per Terni ma quelle per Marmore. In questo modo scegliamo la strada più tortuosa e assai divertente. Attraversando l’abitato di Marmore (già comune di Terni) abbiamo la possibilità di poter visitare le celebri cascate. Poi, superata questa frazione, inizia la discesa verso il capoluogo di provincia umbro. Non solo è tanto divertente, ma anche il paesaggio è bellissimo. Qui abbiamo una vista sulla città che è puntellata da alti edifici (taluni con 20 piani, testimonianze di una città industriale) e possiamo osservare la montagna di Sant’Erasmo che sbarra la conurbazione a nord. Inoltre segnalo il paesino di Papigno sulla destra, sempre frazione di Terni. Esso si erge su una rocca in maniera molto particolare.
Se, al contrario, scegliamo la strada più veloce non vediamo nulla di tutto ciò tranne alcuni sprazzi della città sulla sinistra. In ogni caso, invito a notare lo splendido ponte sul fiume Nera e anche il modo con il quale sia stata forata la montagna rocciosa per le gallerie della nuova SS 79 (l’immagine di copertina è un”assaggio”).
Riguardo il collegamento L’Aquila – Terni vorrei sollevare delle critiche. Non ritengo ci siano gli estremi per criticare la SS 17, tranne per il breve tratto tra le due regioni, dove filari di alberi molto ravvicinati tra loro e un doppio guardrail impediscono ogni tipo di sosta. Gli estremi ci sono, invece, per quanto concerne il restante tratto dopo Antrodoco. Superate le Terme di Cotilia e prima dell’inizio della 4 corsie, ci sono un paio di chilometri in cui la carreggiata è larghissima e non si capisce bene quale sia il limite. Dovrebbe essere 90, ma non ne sono sicuro. Sta di fatto che, non essendoci autovelox ed essendo così larga, si può sorpassare anche se le auto giungono di fronte (autovelox che invece c’è a Rieti e ad Antrodoco). Questo è possibile sempre se le “lumache” si spostano sulla destra. Per tale ragione, chiedo ai reatini di usare bene questo tratto di strada perché è l’unico a essere rettilineo e spazioso dopo 20 km di rallentamenti causa centri abitati.
Giunti sulla 4 corsie, i giunti dei viadotti (scusate la necessaria ripetizione) sono molto rialzati, tant’è che consiglio di non superare gli 80 quando ci si trova in loro prossimità. Questo problema dei giunti lo si riscontra per tutto il tragitto fino alla galleria che ci separa dall’Umbria. In realtà, se si rispettano i limiti di 70-90 l’auto non subisce particolari sollecitazioni, ma sfido chiunque a rientrare in tali velocità con una strada così larga e rettilinea. Poi, sempre sul tratto tra Rieti e l’Umbria (SS 79), l’asfalto non è in buone condizioni. In molti punti è rovinato, soprattutto nella galleria, dove sta sprofondando, anche se di poco, in entrambe le direzioni.
Chiudo il discorso “critiche” polemizzando e, al tempo stesso, complimentandomi riguardo la costruzione della nuova SS 79. Questa infrastruttura è fondamentale e rispetta tutte le normative (almeno credo, vista la cospicua e quasi nauseante presenza di estintori e di uscite di emergenza). Ma presenta un problema: i 7 km, tra cui circa 5 in due gallerie, sono interamente in discesa. Questo significa che se veniamo da Terni e davanti a noi ci si para un automezzo a pieno carico, la velocità non supera i 40 e non possiamo superare per tutto il tratto. Una volta ho visto una coda talmente lunga che aveva come componenti altri 3 automezzi. Secondo me, vista l’esagerata larghezza, si poteva diminuire il limite a 80 e disegnare 3 corsie, 2 per la salita e una per la discesa. Infine, lo svincolo di Terni est è, diciamo, fatto male. La segnaletica, soprattutto quella orizzontale, è poco chiara ed è facile sbagliare direzione, sia se ci si dirige verso Perugia-Spoleto, sia se si vuole usufruire della rampa per la città.
Il collegamento ha una pericolosità media. Fino a Cittaducale la strada è stretta e si attraversano molti centri abitati quindi, spetta al guidatore essere maturo e prudente. Infatti la colpa di un eventuale incidente in questo tratto sarebbe tutta dell’autista. Dopo Cittaducale però, un asfalto e dei giunti migliori, renderebbero certamente la guida più sicura e confortevole. Poi, arrivati in Umbria, bisogna stare attenti nei pochi km che ci separano dalla nuova SS 79 perché sono molto stretti, tortuosi e trafficati con presenza di automezzi.
Per terminare la parentesi sicurezza, invito a far caso su come il collegamento attraversi climi totalmente diversi. Si passa dal freddo e nevoso aquilano/alto laziale al temperato ternano. Ciò significa che bisogna essere coscienti che la neve è un pericolo possibile anche se buona parte del collegamento non prevede fenomeni nevosi.
Il voto del “L’Aquila – Terni” è 6/10. Ci sono dei punti paesaggistici molto belli come le discese sulle città appena citate, altri noiosi, come la piana di Rieti. E anche per quanto concerne il divertimento, da Antrodoco a Terni è quasi inesistente, quindi soltanto per 30 km possiamo dilettarci. Chiudo osservando che la segnaletica è piuttosto insufficiente, infatti L’Aquila è poco segnalata e, giungendo da Rieti, non è facile imboccare la SS 17.

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