MOLISE: la questione dell’Autostrada

Si parla da anni dell’Autostrada del Molise. Si parla da anni di collegare l’Adriatico e il Tirreno. Si è sempre parlato, da quando l’uomo esiste, di superare le montagne nel modo più semplice. Nel 1800 un milanese per recarsi a Vienna doveva valicare lo Stelvio. Con i cavalli, le carrozze o con i mezzi antichi dell’epoca saliva sui 2758 metri s.l.m. del passo e scendeva in Tirolo. Ora, nel 2016, abbiamo l’Autobrennero e lo Stelvio lo utilizziamo per il Giro d’Italia ed è chiuso 8 mesi l’anno. Cosa c’entra Milano-Vienna? In effetti nulla, ma il concetto è che le montagne sono da sempre un problema per l’Italia, sia le Alpi sia gli Appennini. La domanda, per riconnetterci alla parentesi Milano-Vienna, è la seguente: quanto è necessaria l’Autostrada del Molise? Senza l’Autobrennero noi italiani saremmo meno europei e più isolati. L’Autostrada del Molise sarebbe altrettanto utile nel campo dello sviluppo economico e sociale? Analizziamo la situazione.
Il Molise, terra sconosciuta da molti, conta 300.000 abitanti, il triplo della città di Novara, il doppio di Ravenna, grande quanto Catania. La regione si trova in piena dorsale appenninica, ma qui la catena peninsulare si “abbassa” tra l’alta Maiella abruzzese e i Monti del Matese che separano il Molise dalla Campania. Infatti, il costo dell’autostrada non sarebbe elevato come quello delle autostrade abruzzesi, le quali hanno dovuto traforare il Gran Sasso (A24) e snodarsi tra le strette gole di Popoli (A25), oppure esoso come il quadrilatero Marche-Umbria, che ancora non riesce a superare compiutamente l’Appennino umbro-marchigiano. La morfologia molisana è simile, invece, a quella irpina in cui però l’autostrada c’è ed è la A16 Napoli-Canosa. Da queste righe sembra che io sia a favore dalla discussa infrastruttura molisana, ma non è così, o meglio, lo sono a metà.
Innanzitutto è bene specificare che l’autostrada collegherebbe i caselli di San Vittore del Lazio (FR), sulla A1 Milano-Napoli, e il casello di Termoli (CB), sulla A14 Adriatica. Il percorso finora studiato tange le città di Venafro, Isernia, Bojano e, con una diramazione, raggiunge Campobasso (l’opera entrerebbe anche in Campania per qualche km, provincia di Caserta). Io sono favorevole al tratto tra San Vittore e Campobasso e reputo assolutamente inutile la costruzione dell’autostrada tra Bojano e Termoli.
Voglio subito dire che, benché poche righe fa abbia giudicato la situazione molisana simile a quella irpina, in Molise l’autostrada avrebbe la funzione di sostituirsi a un’arteria già esistente, non quella di essere l’unica possibile. Tra Avellino e l’Adriatico infatti, c’erano solo infinite curve e la A16 Napoli-Canosa fu una manna dal cielo per l’economia locale e per i trasporti interregionali. Tra Bojano e Termoli il collegamento scorrevole c’è già (SS 647 Bifernina), quindi un’infrastruttura nuova serve tra San Vittore e Campobasso. Deve per forza essere un’autostrada?
Ho individuato 4 direttrici principali di traffico e cerchiamo di contestualizzarle:

  • Molise – Lazio, Umbria, Toscana, Italia nordorientale;
  • Molise – Campania casertana e napoletana;
  • Asse Campania – Adriatico centrosettentrionale;
  • Molise – Cassino (in Lazio, sede di università e di molte industrie quali la Fiat) con numero cospicuo di pendolari.

Sebbene dal casello di San Vittore si percorrano, in ordine, la SS 430, la SS 6, la SS 6 dir, la SS 85, la SS 17 e la SS 87, non tutte interessano i quattro volumi di traffico. Sta di fatto che una nuova infrastruttura si sostituirebbe alle sei strade citate. Proprio la quantità di strade percorse, ripeto ‘sei’, in rapporto ai circa 80 km tra l’Autostrada del Sole e Campobasso dovrebbe far riflettere. Le maggiori problematiche sono ancora 4:

  • le strade, quasi tutte extraurbane secondarie, hanno troppi incroci a raso;
  • si attraversa l’abitato di Venafro in cui c’è tanto traffico urbano;
  • i limiti di velocità, ragionevolmente, sono tutti tra 50 e 80 e mai rispettati;
  • c’è molto traffico pesante e incidenti frequenti (poca sicurezza).

Il motivo per cui auspico una nuova opera è proprio una maggiore sicurezza. Soprattutto tra Venafro e Campobasso gli incidenti sono frequenti e spesso mortali. Serve un collegamento che divida il traffico lento da quello veloce. Non è concepibile che sulla stessa strada circolino trattori, scooter, biciclette e autotreni. L’unica soluzione è costruire una nuova infrastruttura.
La mia idea è realizzare una strada extraurbana principale con limite a 110, come l’E45 tra Terni e Perugia, l’Aurelia tra Livorno e Grosseto, la Basentana tra Potenza e Matera. In piccolissima parte questo è stato già fatto tra le isernine Sesto Campano e Roccaravindola con l’apertura della SS 85 variante, dove 8 km di una 4 corsie deviano il traffico campano e non lo fanno transitare per la congestionata Venafro. L’autostrada sarebbe piuttosto inutile e costerebbe anche di più visto che necessita di corsie più larghe, corsia di emergenza, caselli e recinzione. Malgrado questi 8 km siano stati definiti l'”antipasto” dell’autostrada, dovrebbero essere comunque ammodernati perché non c’è la corsia di emergenza ma solo una larga banchina, proprio come in una strada extraurbana principale.

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L’inizio della SS 85 var. a 4 corsie presso Sesto Campano. Il traffico proveniente da Napoli evita di transitare per Venafro.

I benefici della SS 85 var. sono palesi: è quasi dimezzato il transito degli automezzi in Venafro, ha aumentato la sicurezza e ha accorciato di almeno 15 minuti i tempi di guida tra Napoli e il Molise/Abruzzo. E sono solo 8 km. Un’infrastruttura tra San Vittore e Campobasso porterebbe benefici anche a livello economico e sociale. Si potrebbero valorizzare i comuni non più attraversati dall’intenso traffico pesante e facilitare gli spostamenti interni. In linea di massima il vantaggio maggiore sarebbe comunque la sicurezza. È inconcepibile che un capoluogo di regione non sia collegato alle regioni limitrofe con una strada a scorrimento veloce.
Per quanto concerne il tratto tra Bojano e Termoli, invece, non solo l’autostrada, ma anche una qualsiasi opera suppletiva sarebbe inutile perché il traffico è poco rilevante. Certo, sarebbe meglio collegare l’Adriatico con San Vittore tramite un’opera continua tutta a 4 corsie, però, a mio avviso, l’Autostrada del Molise non deve avere l’obiettivo di collegare Termoli con la A1, bensì quest’ultima con Campobasso e Isernia. La città di Termoli ha già un collegamento autostradale (A14) con il nord Italia, con la Puglia, e potrebbe raggiungere l’Umbria e la Toscana tramite il quadrilatero Marche-Umbria o mediante le autostrade abruzzesi. Per i molisani adriatici il Lazio e la Campania sarebbero facilmente accessibili imboccando l’autostrada a Bojano, in cui si giunge con l’attuale SS 647 Bifernina, strada a scorrimento veloce senza incroci a raso e con limiti mai al di sotto di 80. Altri 70 km di autostrada, o raddoppio di carreggiata, costerebbero troppo e come si farebbe a costruire il tratto sul lago di Guardialfiera, dove due lunghi viadotti si trovano all’interno della diga? Sarebbe una lavoro lungo e costoso. Se proprio non si volesse optare per una 4 corsie alla stregua delle già citate Basentana e Aurelia, l’autostrada è necessaria fino a Campobasso, non un km più. Per quanto concerne il traffico tra Termoli e il capoluogo, questo non è tale da richiedere una 4 corsie. Soltanto nei fine settimana estivi la Bifernina è affollata di vacanzieri, ma credo che sia eccessivo realizzare un’opera di 70 km utile per qualche giorno l’anno.
Continuando il paragone con la Basentana, la Tiberina e l’Aurelia, osserviamo che queste arterie, oltre a essere fondamentali per l’economia nazionale, collegano i capoluoghi di provincia di una stessa regione. Per la Basilicata Potenza-Matera (anche se non tutta a 4 corsie), per l’Umbria Perugia-Terni, per la Toscana Livorno-Grosseto, per la Sardegna la SS 131 Cagliari-Sassari e potrei andare avanti ricordando la SS 148 Roma-Latina e la SS 434 Verona-Rovigo. Per il Molise? La piccola regione è l’unica a non avere alcuna infrastruttura a 4 corsie.
Concludo l’articolo analizzando l’eventuale impatto ambientale. È impossibile pensare che la realizzazione di un’opera ex-novo non impatti sul territorio, ma nel caso dell’Autostrada del Molise non ci sarebbero gravi conseguenze perché verrebbe costruita in un ambiente parzialmente urbanizzato e industrializzato. Sebbene il Molise sia una regione per lo più agricola, l’autostrada sarebbe costruita in modo da tangere le poche zone industriali, soprattutto nelle tratte San Vittore-Isernia e Bojano-Campobasso. Tra la città pentra e Bojano invece, l’impatto potrebbe essere più consistente. Sono comunque dell’idea che una distesa di asfalto e cemento sia preferibile all’attuale traffico della SS 17. In fin dei conti i paesaggi di questa parte di Molise non sono così affascinanti da non poter essere cambiati. La parte bella della regione è un’altra.

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