UMBRIA: SS3 bis Tiberina tratto Terni – Città di Castello [E45]

La SS 3 bis è sicuramente l’arteria principale della regione. L’infrastruttura che collega Terni con Ravenna rientra nell’itinerario europeo 45 [E45] che inizia a Karesuvanto, in Finlandia, e termina nella siciliana Gela, in provincia di Caltanissetta (circa 4900 km passando per la Svezia, la Danimarca, la Germania e l’Austria). In Umbria credo siano pochi a sapere che l’E45 non sia una semplice strada tra Terni e Cesena, ma qui cerchiamo di essere precisi. Tra l’altro la segnaletica non ci aiuta a capire ed è anche per questa ragione che è nato ViabiliTagliente. Specificato che la 4 corsie di cui parleremo non è soltanto l’E45, bensì la SS 3 bis Tiberina, possiamo adesso analizzare i 123 km che separano la Manchester d’Italia da Città di Castello (PG).
Soprattutto in passato questo tratto di strada veniva spesso inteso come la Strada Grande Comunicazione Orte-Ravenna (S.G.C. Orte-Ravenna) e, infatti, nei programmi radio-televisivi ancora oggi viene chiamata in tal modo. Penso che sia sbagliato ricorrere a questa sigla anche perché tra la viterbese Orte e la città di Terni l’infrastruttura è la SS 675, non la 3 bis. In Umbria la segnaletica sulle strade minori utilizza di rado la scrittura S.G.C., ma quasi sempre Terni-Cesena, Perugia-Cesena o Terni-Perugia quindi anche noi, per semplicità, iniziamo a indicarla come E45. Quest’ulteriore precisazione è servita perché dalle città nominate si può capire che il tratto è molto trafficato. C’è tanto traffico pendolare tra i capoluoghi Terni e Perugia, e traffico interregionale tra Roma e l’Italia nord-orientale. Inoltre l’aumento del pedaggio delle autostrade e la crisi degli ultimi anni, hanno incentivato aziende e privati a utilizzare quest’infrastruttura gratuita. Non cadrei in errore nemmeno se definissi il tratto di strada come parte integrante dell’asse Roma-Venezia-Europa, vista la cospicua presenza di automezzi stranieri.
Iniziamo a parlare del profilo turistico. Il km “o” inizia nel comune di Terni, nella zona occidentale della città. Fino all’uscita di San Gemini nord, il paesaggio più bello si vede al contrario, ossia se venissimo da Perugia. Infatti da nord il tratto è in discesa e si può ammirare la conca ternana in tutta la sua interezza. Nelle giornate limpide si vedono le molte montagne, soprattutto reatine, che racchiudono la città. Anche il borgo di Narni è riconoscibile proprio al km 0.
Prima di arrivare a Todi il paesaggio è costituito da dolci montagne alberate che superano i 600 metri d’altitudine come i Monti Martani sulla destra. Di paesi se ne vedono pochi a causa della fitta vegetazione e l’unico che riesce a distinguersi, anche perché limitrofo alla strada, è Acquasparta che consiglio di visitare.
Lo scenario cambia intorno al km 30 quando leggiamo l’uscita di Todi sud-San Damiano. Siamo già in provincia di Perugia e da questo punto il paesaggio è caratterizzato da colline più basse e quasi completamente coltivate. Tali colline assumono colorazione gialla o verde a seconda delle stagioni, che differisce dal marrone o verde scuro delle montagne precedenti. Adesso è anche più facile individuare i paesi a partire proprio da Todi. La patria di Jacopone sorge su una collina a 400 m s.l.m. e, malgrado non ci sia mai stato, credo vada visitata soprattutto per il Duomo al centro del borgo.
Delle località di cui leggiamo il nome sulle tabelle stradali, quali per esempio Marsciano, Fratta Todina, Collazzone, non ne segnalo nessuna a differenza del paese di Deruta. Oltre alla sua tradizione nel campo delle ceramiche, il paese è grazioso dal punto di vista monumentale.
Coloro i quali abbiano visitato Perugia, spero si siano recati presso il belvedere in cima alla Rocca Paolina, dove una piccola legenda geografica ci dice cosa vediamo dalla città etrusca. Tra i monti e le località che si possono vedere c’è anche Todi. Ciò significa che dall’uscita di Todi sulla nostra E45 dovremmo vedere il capoluogo. Bene, io ci sono riuscito solo dopo l’uscita di Pantalla al km 43 anche perché credo sia più importante concentrarsi sulla guida che individuare Perugia. Sta di fatto che da Deruta, intorno al km 55, è molto semplice osservare la città e come essa si sia sviluppata dalla sommità della sua collina, a quasi 500 metri d’altitudine, fino ai circa 280-300 della parte recente. Si vede anche il Monte Tezio che sovrasta il capoluogo dietro l’abitato.
Al km 67 c’è l’uscita di Balanzano e da qui, sulla destra, si può riconoscere il Monte Subasio sotto il quale sorge il centro storico di Assisi. Il monte sarà visibile almeno fino all’uscita di Ponte Valleceppi.
Superato lo svincolo di Ponte Pattoli inizia a delinearsi la tipica morfologia della Val Tiberina. In Umbria, con Val Tiberina non s’intende tutta la valle del fiume Tevere, bensì la zona compresa tra Umbertide a la città aretina di Sansepolcro (circa 35 km). Credo non sia sbagliato affermare che la morfologia caratteristica della Val Tiberina inizi proprio dopo Ponte Pattoli, 15 km prima di Umbertide. Da qui a Città di Castello il paesaggio è piuttosto monotono. Una pianura ai lati della strada si scontra con montagne boschive più alte rispetto ai chilometri precedenti e simili ai Monti Martani. Soltanto a Umbertide c’è un tratto in saliscendi, dopodiché fino a Città di Castello le curve sono poche e la strada è pianeggiante. Comunque, per concludere il discorso turistico, Umbertide ha poco da offrire a differenza di Città di Castello che, sebbene anch’essa non sia particolarmente attraente, custodisce un discreto centro storico.
Il tratto di E45 analizzato ha una pericolosità medio-bassa. In linea di massima, essendo una strada a scorrimento veloce senza svincoli a raso, l’infrastruttura non è pericolosa. Il problema è che in tanti punti l’asfalto presenta buche e rattoppi malfatti. Sono presenti una quantità rilevante di segnali “strada dissestata” e, a mio avviso, sono anche pochi. Comunque i punti più pericolosi sono due: al km 26 dopo la galleria Colvalenza e al km 72 presso lo svincolo di Foligno dove, in entrambi i casi, c’è una stretta curva a sinistra. Nella seconda il limite è fissato a 70 ed è stranamente giusto, infatti sarebbe impossibile affrontarla a 110. Per quanto riguarda i tratti più pericolosi, raccomando particolare prudenza tra Terni e San Gemini in direzione sud, e tra Perugia e Ponte Felcino in entrambi le direzioni.

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Tratto tra Perugia e Ponte Felcino dove il limite è 90. Anche l’uscita di Lidarno è in prossimità di una curva a sinistra

Per quest’ultimo il limite fissato è tra 70 e 90 perché ci sono curve abbastanza strette come la già citata presso lo svincolo di Foligno. Sempre in questi 10 km, attenzione allo svincolo di Ponte San Giovanni-Torgiano dove, nello stesso punto, c’è sia l’entrata sia l’uscita dalla superstrada.
L’unico aspetto da criticare dell’E45 è la condizione dell’asfalto che talvolta è pessima. Durante la guida gli automezzi fanno slalom tra le buche e le semplici toppe non bastano. Ci vuole una pavimentazione nuova come al km 27 in direzione sud, dove da un anno sembra che l’asfalto regga bene il traffico pesante. Inoltre sarebbe meglio rinnovare i catarifrangenti sui new jersey perché in alcuni punti sono assenti, rotti o sporchi.
Prima di dare un giudizio, i 4 km tra Perugia e Collestrada sono molto trafficati per i motivi già presentati ne “La questione di Perugia” e proprio in questo tratto i tamponamenti sono frequenti. Infine, sebbene abbia già riflettuto sulla grandezza del comune di Perugia, guidando da Terni a Città di Castello vi dico solo che il comune inizia all’uscita di Deruta nord e termina poco prima di Pierantonio (37 km).
Il voto è 7/10. Seppur tanti, esclusi i chilometri tra Montecastrilli e Casalina, e tra Umbertide e Città di Castello, la strada è abbastanza divertente, curvilinea e trafficata. Anche il paesaggio è particolare e raffigura in pieno l’immagine dell’Umbria.

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