ABRUZZO: SS479 Sannite

Il nome della SS 479 è piuttosto strano considerando che l’aggettivo solito per indicare qualcosa all’interno del Sannio è “Sannita” o “Sannitico”. Invece per questa strada è utilizzata la parola “Sannite”. Ma è ancora più strano perché non ci troviamo nel cuore del Sannio, che si colloca tra Molise e Campania, bensì in Abruzzo (in passato territorio sannita ma di certo non lo è nell’immaginario collettivo attuale). L’infrastruttura infatti, collega Sulmona con Villetta Barrea, interamente in provincia dell’Aquila. Se fosse stato compito mio dare un nome alla 479, l’avrei chiamata “di Scanno”, dato che essa è costituisce l’unico modo per raggiungere la nota località di villeggiatura. Comunque procediamo con calma iniziando a descrivere la strada.
Il traffico della Sannite è in gran parte turistico. Tra Villetta Barrea e Sulmona, sono solo 5 i comuni attraversati e circa 7000 gli abitanti. Il piccolo peso dato dai pochi pendolari si sente solo nei 30 km tra Scanno e Sulmona. Considerando la bellezza dei paesaggi e le tante strutture ricettive, ribadisco che molti dei veicoli appartengono a turisti. Anche i motociclisti accorrono numerosi per le numerose e divertenti curve del tracciato.
Inizio la descrizione da Villetta Barrea dove il chilometraggio scende perché il km 0 è a Sulmona. Subito ci districhiamo nel piccolo paese in cui siamo costretti ad affrontare 3 tornanti tra le abitazioni. Dopo appena 1 km lasciamo il “paese dei cervi” e siamo subito immersi in una fitta vegetazione che ci accompagna per almeno 4 km. La strada è ricca di curve ma ancora abbastanza larga anche per eventuali automezzi. Salendo di quota si inizia a intravedere il Lago di Barrea, che sarebbe più facile da ammirare se venissimo da Sulmona. Superato il fitto bosco, le curve si fanno più veloci e la strada diventa molto divertente perché tali curve hanno un’ottima visibilità e possiamo invadere l’altra corsia per traiettorie migliori.
Giunti al Passo Godi (1580 m, a differenza dei 1630 della tabella), sulla destra invito a far caso alle barriere anti-valanga. Sembrano piccole, ma se fossimo in loro prossimità, sono alte vari metri. Sulla sinistra invece svetta il Monte Godi. Fino a questo punto il paesaggio è la ciliegina sulla torta: si ha una panoramica sul lago, sui monti del Parco Nazionale e sui paesi di Civitella Alfedena e Villetta Barrea.
Dopo il valico appenninico inizia la lunga discesa verso Scanno. Qui la sede stradale diventa più stretta e ricca di curve chiuse tra cui 11 tornanti. A causa della strada impegnativa, è difficile godere del paesaggio. La maggior parte dei tornanti infatti, si trova alla fine di rettilinei, quindi il gioco freno-frizione è una costante per tutta la discesa.
A circa 4 km da Scanno, la Sannite diventa più semplice e possiamo di nuovo concentrarci sul paesaggio. Consiglio a tutti di visitare il borgo di Scanno sia per il suo patrimonio architettonico sia per l’offerta turistica nel campo dello sci e delle escursioni. Difatti Scanno è inserito tra i Borghi più belli d’Italia.
2 km dopo il paese giungiamo presso il lago omonimo. Il lago, diviso tra i comuni di Scanno e Villalago, è ideale per scampagnate e passeggiate. È anche possibile la navigazione con i pedalò e la pesca, ma ne so poco perché l’acqua non è il mio campo. Comunque notiamo subito che, procedendo diritto, c’è un divieto di transito per veicoli alti più di 3 metri. Se possediamo un veicolo tale, dobbiamo svoltare a sinistra e circumnavigare il lago per poi riconnetterci alla Sannite 1800 metri più avanti. Il divieto è inserito perché si passa al di sotto di un edificio particolare e grazioso, la chiesa di Santa Maria del Lago.
Procedendo verso Sulmona colpisce, per la sua collocazione, il comune di Villalago. La parte simbolo del paese si arrocca su una roccia a strapiombo sulla valle del fiume Sagittario e che da ora iniziamo ad attraversare. E di strapiombi, dal bivio per Villalago, ne vedremo per tutti i 12 km che ci separano da Anversa degli Abruzzi. Da questo punto la strada diventa spettacolare: attraversiamo le gole del Sagittario, il che significa che pareti rocciose ci sovrastano da ambo i lati. La carreggiata si restringe a tal punto da non consentire il passaggio contemporaneo di due vetture in curva. Sono collocati, direi ottimamente, molti specchi che assicurano la necessaria visibilità. Il punto più suggestivo è al km 23, presso l’Eremo di San Domenico. Qui, con un ponticello pedonale, attraversiamo lo sbarramento artificiale del lago omonimo. Il piccolo lago è, secondo me, più gradevole del vicino è più noto lago di Scanno poiché il fatto di incastrarsi tra le rocce è molto affascinante.
Prima di arrivare ad Anversa dobbiamo attraversare due gallerie scavate nella roccia senza rivestimento in calcestruzzo. Queste sono Traforetto (25 m) e Foce Giardino (94 m). Davvero spettacolari.

Immagine
La galleria Foce Giardino (Google Street View)

Prima dell’ultima, leggiamo il cartello di Castrovalva, frazione di Anversa. Il piccolo centro, di circa 50 abitanti, si colloca su un’altra roccia in modo ancora più impressionante di Villalago. C’è un dislivello nel vuoto di 150 metri tra le abitazioni e il fiume.
Tra Castrovalva e Anversa, si inizia ad aprire lo scenario verso la catena della Maiella e sui monti che separano Anversa dalla valle Subequana. Su questi ultimi ci sono qualche decina di pale eoliche e, più in basso, si può osservare l’autostrada A25 Torano-Pescara con i suoi viadotti.
Affiancato il borgo di Anversa mediante una moderna galleria che consente di evitare il passaggio all’interno del paese per chi si dirige verso l’autostrada A25, mancano 14 km a Sulmona. Mentre si procede verso la città di Ovidio, si rende perfettamente visibile la Maiella che sbarra come un grosso muro la valle Peligna. La strada è di nuovo larga e lo sarà fino al km 0. Anzi, nei chilometri all’interno del comune di Bugnara, è persino dotata di una larga banchina e di rettilinei per sorpassare. Pare quasi una tangenziale perché ci sono ben 3 svincoli per raggiungere Bugnara. Per quanto concernono quest’ultimo e Introdacqua, anch’essi sono inseriti tra i Borghi più belli d’Italia, solo che io non vi sono mai stato e, quindi, non mi pronuncio.
Giunti a pochi km dalla fine della Sannite, si palesa la città di Sulmona, che osserviamo in discesa con il campanile dell’Annunziata a svettare sugli altri edifici. La posizione della città al centro dell’Abruzzo, ci permette anche di individuare il massiccio del Gran Sasso sulla sinistra.
La SS 479 ha una pericolosità media. D’inverno la neve è una presenza costante, soprattutto tra Scanno e Villetta Barrea, dove la strada viene chiusa quando le precipitazioni sono notevoli (il traffico, come detto in precedenza, non è considerevole in questi 27 km). Poco prima di lasciare Villetta c’è persino un cartello che ci sconsiglia la traversata nelle ore notturne. Invece nella bella stagione la Sannite è percorsa da tanti centauri che potrebbero costituire un potenziale pericolo così come lo sono gli affascinanti elementi paesaggistici.
L’unico aspetto che mi sento di criticare è il cattivo stato dell’asfalto tra Passo Godi e Scanno. In molti punti le buche hanno grandi dimensioni e sono impossibili da evitare. Di certo non aiuta il fatto che, proprio in questi chilometri, la carreggiata si restringa.
Il voto è 8/10. Il tratto appena esaminato nell’ultimo paragrafo guasta la votazione della Sannite. Se non fosse per tali 12 km il voto sarebbe di sicuro 9. Al contrario la comodità, il divertimento, le spettacolari gallerie e pareti rocciose degli altri tratti, rappresentato la perla del percorso.
Chiudo l’articolo con una curiosità sulla galleria Villalago: il suo cartello informativo ci dice che la lunghezza è di 100,50 metri. Mi è difficile credere che la misura sia corretta al centimetro.

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