ABRUZZO: A24 Teramo – L’Aquila ovest (Strada dei Parchi)

L’autostrada A24, Roma-L’Aquila-Teramo, è l’infrastruttura più affascinante dell’intera rete autostradale italiana per alcune semplici motivazioni. Di certo questa è una mia personale opinione, ma sfido chiunque a non meravigliarsi percorrendo interamente la così detta “Strada dei Parchi”. Prima di tutto è bene precisare che con Strada dei Parchi non s’intende solo la suddetta autostrada, ma anche la “sorella” A25 Torano-Pescara (indicata più frequentemente come Roma-Pescara), la quale si dirama proprio dalla A24 e termina nei pressi della città adriatica. Per adesso ci soffermiamo sul tratto di 57 km tra L’Aquila ovest e Teramo.
Il traffico tra i due capoluoghi potrebbe sembrare poco massiccio e, in alcuni tratti, ci viene quasi da chiedere se non fossero esagerate due corsie per senso di marcia. In realtà, l’A24 è di fondamentale importanza non solo per i pendolari abruzzesi, ma anche per il collegamento tra Roma e il mare Adriatico, soprattutto in estate. Prima della sua costruzione l’unica strada che collegava L’Aquila e Teramo era la SS 80 che in inverno è teatro di frequenti bufere di neve. L’autostrada rappresenta la perfetta direttrice Tirreno-Adriatica che è praticamente assente dall’Abruzzo in su.
Iniziamo a parlare del profilo turistico. Le province attraversate sono quelle di Teramo e dell’Aquila. Partiamo dallo svincolo di Teramo est, dove inizia l’autostrada e finisce la SS 80 var., entrambe con 2 corsie per senso di marcia. Il km è il 158 e noi ci dirigiamo verso Roma, dove il chilometraggio, ovviamente, scende. La cittadina di Teramo non ha molto da offrire a livello monumentale sebbene il suo centro storico sia interessante con la Torre del Duomo a svettare sugli altri edifici.
Da subito, l’attenzione del viaggiatore deve essere rivolta sul massiccio del Gran Sasso proprio di fronte al suo cammino. Man mano che passano i chilometri la grossa pietra pare mettere ombra sul percorso. Dallo svincolo di Colledara-San Gabriele, la salita verso il traforo ci permette di osservare i ponti che zigzagano tra le colline alle pendici della montagna. A mio avviso, tutta la A24, e in particolare questo tratto, è un perfetto esempio di come l’ingegneria stradale instauri una positiva simbiosi con il territorio. Presso tale svincolo, una tabella ci indica il famoso Santuario di San Gabriele poco distante dall’autostrada, e anche il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Focalizzo l’attenzione su queste tabella perché non ce ne sono molte di tale tipologia sulla rete autostradale. Di solito i monumenti e i luoghi turistici vengono segnalati con grossi cartelli diversi sotto il profilo estetico. In questo caso c’è una semplice indicazione con scritta bianca su fondo marroncino. Sempre all’uscita di Colledara, ci sono un paio di semafori e una particolare segnaletica spenta che viene utilizzata, credo, nel caso in cui il traforo venga chiuso o vi sia un guasto al suo interno (stesse indicazioni anche presso Assergi). Infatti, tra il suddetto svincolo e quello successivo di Assergi c’è il traforo del Gran Sasso. Prima di imboccarlo, segnalo che si giunge proprio alle falde del Corno Grande (2912 m s.l.m.) di cui possiamo osservare parte delle nevi perenni e la grossa “frattura” che sembra spezzarlo a metà. Interessanti sono i piccoli borghi di Casale San Nicola e di Fano a Corno che paiono quasi oscurati dalla montagna e anche dai pilastri dell’autostrada.
Del traforo parlerò in un pezzo interamente dedicato sia all’opera ingegneristica in sé, sia ai laboratori del Gran Sasso, costruiti parallelamente alla galleria. Proseguo la descrizione dall’uscita di Assergi, 600 metri dopo l’uscita dal traforo. Tale svincolo autostradale è il più congeniale per raggiungere le stazioni sciistiche di Campo Imperatore, dato che a circa 4 km dal casello c’è la Funivia del Gran Sasso in località Fonte Cerreto.
Tra Assergi e L’Aquila la discesa verso il capoluogo apre una panoramica sulla catena del Sirente-Velino. I chilometri migliori sono quelli tra le uscita di L’Aquila est e di L’Aquila ovest, dove l’autostrada prima tange la città con il viadotto “San Sisto” di 1720 m e poi con quest’ultimo svincolo divide la parte storica da quella occidentale di più recente costruzione, costituita dai quartieri di Pettino e Coppito. Di sicuro il tratto appena descritto, è molto più affascinante in direzione Teramo per due motivi. Il primo è dato da una migliore vista sulla città dove è possibile distinguere taluni dei monumenti più importanti come il Forte Spagnolo; il secondo è che prima di imboccare il traforo, la catena del Gran Sasso ci appare imponente come se fosse un’enorme diga con la sporgenza del Pizzo Cefalone (2533) a svettare sulle altre cime. Consiglio di visitare il capoluogo per il suo centro storico, molto esteso e ricco di piazze interessanti, prima su tutte Piazza Duomo. Certo, sarebbe stato meglio farlo prima del 2009, ma si spera che entro pochi anni tutti i monumenti siano perfettamente agibili.

A24-Panoramic
La veduta sul Gran Sasso in direzione Teramo (wikipedia).

Il tratto esaminato della A24 ha pericolosità medio-bassa. In teoria il traffico regolare e la dinamicità del tracciato e del paesaggio giocano a favore di sicurezza, tuttavia permane il pericolo dovuto alla presenza frequente di animali selvatici sulla sede stradale. Infatti, all’uscita del traforo in direzione L’Aquila, una tabella ci consiglia di viaggiare a 80 a causa di questo pericolo che prosegue per 40 km (terminati tali 40 km c’è n’è un altro che segnala la stessa cosa. Sempre sulle Strade dei Parchi, sulla A25 credo, l’estensione del succitato pericolo è persino di 90 km. Giustamente direi. Di certo la velocità di 80 è troppo bassa, ma è ovvio che in queste autostrade c’è bisogno di un’attenzione particolare, proprio in ragione delle tante aree verdi dell’Abruzzo. I chilometri nei quali prestare maggiore cautela sono i 10 km del traforo, soprattutto in direzione L’Aquila dove c’è anche lo svincolo per accedere ai laboratori. Qui, affinché si possa segnalare compiutamente lo svincolo e si possano effettuare le manovre di entrata e di uscita in sicurezza, la corsia di destra non è transitabile per almeno 1 km . Il limite nel tratto è 60, mentre nell’intero traforo, anche nella galleria in direzione Teramo, il limite è 100 e gli automezzi non possono sorpassare. Il limite di 100 è piuttosto insolito, ma forse è dovuto alla larghezza delle corsie, non tanto alla lunghezza della galleria. Comunque parlerò di questo nell’altro articolo. Inoltre è bene ricordare che l’A24 è spesso interessata da abbondanti precipitazioni nevose che causano persino la chiusura di alcuni caselli nei 57 km considerati. L’ultima osservazione sul discorso sicurezza è data dalle rilevanti discese e salite del tracciato. Subito dopo l’uscita di Colledara in direzione L’Aquila, una terza corsia si sostituisce alla corsia di emergenza in modo da avere tre corsie per il senso di marcia in salita. La scelta di togliere la corsia di emergenza è giusta, ma avrebbero dovuto aumentare la larghezza dai 3/3,5 m di tale corsia ai 3,75 m di una normale corsia autostradale. Ovviamente lo spazio non c’è, ma si poteva restringere quella di sorpasso dedicata ai veicoli veloci anziché vedere gli automezzi che per pochi centimetri non invadono la corsia centrale.
Prima di dare un giudizio, voglio fare una riflessione sull’estensione del comune dell’Aquila, così come feci tempo fa sul comune di Perugia. Infatti, anche per quanto concerne il capoluogo abruzzese, la città di 70.000 abitanti è la nona più grande per estensione in Italia. Già nel traforo, quando c’è il confine provinciale, ci troviamo nel comune aquilano. Un’estensione considerevole che riguarda anche l’altitudine dato che pure la stazione sciistica di Campo Imperatore e le montagne circostanti, oltre i 2000 metri, appartengono al territorio comunale.
Il voto è 9/10 anche se è necessario fare delle precisazioni. In molti giorni le condizioni meteo non permettono di ammirare il paesaggio e la votazione dovrebbe scendere a 6/7. Tuttavia, quando è possibile osservare le montagne e i paesaggi, per giunta innevati almeno 5 mesi l’anno, si rimane a bocca aperta. Per tale ragione consiglio di usufruire del parcheggio “Gran Sasso” 3 km prima dell’imbocco del traforo in direzione Teramo, per un’eventuale sosta sia per la vista sulla Pizzo Cefalone, sia perché nel tratto considerato non ci sono aree di servizio (la più vicina è sulla A14 o subito dopo L’Aquila ovest).

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