TOSCANA: A1 Autostrada del Sole tratto Valdichiana – Firenze nord

Considerato che l’A1 è lunga 759 km, saranno tanti gli articoli dedicati all’Autostrada del Sole, o almeno lo spero. In questo pezzo mi soffermo su un tratto tutto toscano tra le province di Arezzo, di Firenze e anche un pezzettino di provincia di Siena. Il semplice fatto che si parli della Milano-Napoli basta a farci capire il tipo di viabilità che coinvolge i 105 km tra gli svincoli citati. Traffico commerciale, turistico e pendolare soprattutto nei chilometri vicini a Firenze. Sì, capire che ci sia molto traffico è facile e direi anche normale, visto che l’area urbana fiorentina-pratese consta di oltre un milione di abitanti e che ci troviamo a cavallo tra nord e centro-sud Italia. Comunque iniziamo a parlare del profilo paesaggistico del tratto.
Presso il casello di Valdichiana-Bettolle-Sinalunga il km è il 385 e ci troviamo in provincia di Siena. Dato che l’A1 è tanto trafficata non è facile concentrarsi sul paesaggio. Infatti mi è difficile individuare punti di notevole interesse fino a Firenze. Stiamo percorrendo la Valdarno lungo la quale i centri abitati attraversati offrono poco a livello architettonico esclusa la cittadina di San Giovanni Valdarno, giudicata interessante dal Touring Club. Io non vi sono mai stato ma mi fido di tale giudizio. In generale, trovandoci nei territori del Chianti, la zona attraversata è molto più affascinante sul piano enogastronomico che su quello monumentale. L’unica città che consiglio di visitare è Arezzo, nota come città dell’oro, la quale custodisce un ottimo centro storico.
Tra le città vicine all’autostrada segnalo il borgo medievale di Cortona che domina la Valdichiana dai suoi quasi 500 metri s.l.m. e il paese di Monte San Savino, entrambi in provincia di Arezzo. Per quanto concerne luoghi interessanti dal punto di vista naturalistico, vale la pena sostare a Vallombrosa passeggiando nella riserva omonima. La località si trova nel comune di Reggello, in provincia di Firenze, ed è facilmente raggiungibile dal casello di Incisa-Reggello.
Sebbene l’autostrada si trovi alla stessa quota di Firenze, è possibile osservare la città. Così come tra Roma sud e Roma nord è possibile cogliere la cupola di San Pietro, anche qui si può individuare la cupola di Santa Maria del Fiore. Il punto migliore è tra gli svincoli Firenze-Impruneta e Firenze-Scandicci. A differenza della capitale però, il traffico in questi chilometri è assai più sostenuto e i rallentamenti sono frequenti. Chi guida farebbe meglio a non distrarsi per evitare di tamponare, perciò “lasciamo” la cupola ai nostri passeggeri. E su Firenze in generale, non si può mettere in discussione il patrimonio artistico del capoluogo e, personalmente, credo che sia dovere di ognuno di noi passeggiare nella Galleria degli Uffizi almeno una volta nella vita.
Chiudo il discorso paesaggio con un tratto intorno al km 309 dal quale si apre una ampia valle sulla sinistra, probabilmente originatasi dal fiume Ema. Essendo in discesa è un punto suggestivo e forse il più bello che si possa cogliere negli 85 km analizzati finora.
Il tratto ha una pericolosità media. Il motivo per cui non mi sento di affermare che l’autostrada sia sicura è che il traffico è ragguardevole. I problemi iniziano ad Arezzo, quando già qui la corsia di accelerazione riservata a chi entra in autostrada è in curva. Fino a Firenze soltanto all’altezza di Valdarno ci sono chilometri in rettilineo. I punti più pericolosi, dove la segnaletica ci consiglia una velocità di 80, sono al km 352, dal km 344 al km 342 (tra l’altro in questi 2 km c’è limite a 100) e al km 334. Mentre in tutti i 25 km tra Incisa e Firenze-Impruneta consiglio particolare prudenza, dove c’è il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti, ci sono curve in galleria e il traffico si intensifica. Soprattutto il casello di Firenze sud non riesce a smaltire il transito in uscita e capita spesso che centinaia di metri della corsia di emergenza siano intasati da coloro che intendono svincolare, creando rallentamenti e pericolo nelle corsie di marcia. Un’ultima raccomandazione riguarda le aree di parcheggio: per fortuna sono frequenti ma talvolta non sono sufficientemente sicure in entrata perché dotate di corsie di decelerazione strette o in curva.
Prima di passare alle critiche è bene fare delle osservazioni poiché questa parte di A1 ha delle peculiarità interessanti. Innanzitutto tra le uscite di Firenze Sud e Firenze Scandicci, per quasi 6 km, l’autostrada ha 3 carreggiate: una con 3 corsie in direzione Roma e le altre con 2 corsie ciascuna in direzione Bologna. In totale, quindi, a nord ci sono ben 4 corsie di transito e infatti, prima della separazione delle carreggiate, l’autostrada ha 4 corsie come tra Bologna e Modena. La segnaletica ci dà l’opportunità di scegliere quale carreggiata, se quella interna o esterna. Se scegliamo l’esterna non possiamo svincolare a Firenze-Impruneta/Siena. Una situazione che per adesso non ho trovato in nessuna infrastruttura. Il motivo di tale configurazione sta nell’inconvenienza di allargare la sede stradale alla terza corsia in entrambi i sensi. Si è preferito costruire una nuova autostrada di 5 km in direzione Roma, e di convertire la vecchia carreggiata sud in una che ospitasse il traffico in direzione nord. Ecco perché dall’esterna non si può uscire per Siena. L’ambiente ne ha giovato, i costi pure. Le pecche sono 2: verso Bologna entrambe le carreggiate non hanno corsia di emergenza in galleria; la maggior parte degli utenti sceglie l’esterna e spesso in quest’ultima c’è una mole di traffico più consistente rispetto a quella interna. Sarebbe ottimale studiare un modo per indirizzare il traffico in modo da avere un’equa distribuzione di veicoli, per esempio con l’inserimento di tabelle informative continuamente aggiornate (a dimensioni ridotte è lo stesso problema della Variante di Valico).

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La divisione in carreggiata esterna e in interna verso Bologna (Google Street View).

Un’osservazione va fatta sul manto stradale. Trovandoci in autostrada è quasi perfetto, drenante e per capire maggiormente la pericolosità in alcuni punti, esso cambia caratteristiche nelle curve più strette, diventando colore ocra. Non so di cosa sia composto, tuttavia credo che debba essere più sicuro.
Il primo aspetto da criticare riguarda il tratto di Incisa-Firenze sud. Da almeno 6 anni Autostrade per l’Italia ci ricorda che è in costruzione la terza corsia. Nella realtà i lavori non sono mai iniziati. Di sicuro questi 21 km hanno minore importanza rispetto alla terza corsia tra Firenze sud e Firenze nord, e anche rispetto alla Variante di Valico. Però tali lavori sono terminati da tempo, e pure la terza corsia tra Firenze nord e Barberino sta subendo strani ritardi. Rimanendo sulla tratta esaminata, non mi sembra così impossibile cominciare i lavori e di certo sarebbe molto utile la terza corsia, sia per la sicurezza sia per l’intenso traffico.
Il secondo aspetto riguarda i limiti nel tratto fiorentino. Il 90 si può tollerare tra Impruneta e Scandicci in direzione Bologna vista la ridotta larghezza della sede stradale, ma una volta che la strada diventa a 3 corsie fino a Firenze nord, questo limite è inspiegabile. Tra l’altro, vicino al limite massimo di 90 c’è anche, pochi metri più avanti, il limite minimo, anch’esso di 90 in corsia veloce. Facendo un paio di conti mi sembra difficile rispettare entrambi. La strada è larga e ha la corsia di emergenza: perché non alzarlo almeno a 110?
In ultimo il guardrail a centro strada nei km prima di Firenze sud è obsoleto, antiestetico e non pare nemmeno sicuro dato che si sostituisce al new jersey. È così da prima del 2010 e dovrebbe essere sostituito.
Il voto è 8/10. Il tratto analizzato è molto divertente: curve lente, veloci, discese, salite e traffico. Non ci si annoia mai. Le colline alberate ai lati dell’autostrada costituiscono una bella cornice, ma allo stesso tempo non ci sono paesaggi che meritino particolare attenzione. Per questa ragione non posso alzare a 9 la votazione.
Area di servizio consigliata: Arno.

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