CAMPANIA/MOLISE: SS85 Venafrana

La SS 85 collega Vairano Scalo, nel comune di Vairano Patenora, e Isernia. È una delle strade principali per i collegamenti tra la Campania e il Molise e deve il suo nome alla città di Venafro che si trova a metà del percorso. In realtà la strada prosegue verso est attraversando i comuni di Carpinone, Sessano del Molise e terminando a Pescolanciano. Tuttavia, negli ultimi decenni, in questi 18 km la strada ha assunto importanza locale ed è quasi abbandonata tra Sessano e Pescolanciano, a causa della costruzione della SS 650 Fondo Valle Trigno.
Il traffico della SS 85 è caratterizzato sia da pendolari sia da una presenza notevole di mezzi pesanti. Tra Vairano e Roccaravindola infatti, la statale è parte dell’asse Napoli-Sulmona-Pescara, che consente gli scambi commerciali tra la Campania e l’Adriatico centro-settentrionale. L’uscita autostradale di Caianello sulla A1 Milano-Napoli, a circa 2 km dall’inizio della SS 85, è uno snodo fondamentale per il traffico suddetto. Inoltre, la Venafrana è trafficatissima nei fine settimana invernali, quando un gran numero di turisti campani raggiunge le località sciistiche abruzzesi. Per quanto concerne il traffico pendolare, sono tanti i lavoratori che si spostano ogni giorno tra Isernia e Venafro e, probabilmente, il tratto tra le due città è il più trafficato del Molise, considerando anche il cospicuo contributo proveniente da Roma e Cassino che si unisce, proprio a Venafro, a quello campano.
Iniziamo a parlare del profilo paesaggistico. Il km “0” è a Vairano Scalo, in provincia di Caserta. Per i primi chilometri siamo circondati da meleti. Sulla destra la catena del Matese è facilmente distinguibile mentre sulla sinistra ci sono il Monte Cesima e il Monte San Leonardo. In particolare nei primi 6-7 km, si vedono le grosse condotte necessarie alla produzione di energia idroelettrica grazie ai bacini artificiali di Presenzano a valle, e di Cesima a monte. Non è possibile vedere nessuno dei due laghi.

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Le condotte utilizzate per la centrale casertana di Presenzano (Google Street View).

Superata Presenzano, le montagne settentrionali iniziano ad avvicinarsi. Invito a osservare le pale eoliche di Ciorlano sulla destra perché la maggior parte delle volte sono ferme e sono solo 9.
Al km 8 si lascia la provincia di Caserta per entrare in quella molisana di Isernia. Superata Sesto Campano (IS), di cui si colgono le case della parte vecchia solo al km 12, si può vedere come le montagne di fronte creino una sorta di muro a sbarrare la città di Venafro e la piana omonima. Tali montagne sembrano molto alte ma in realtà arrivano a poco più di 1000 metri s.l.m., visto che ci troviamo a un’altitudine bassa di circa 200.
Al km 19 si entra a Venafro, il cui monumento simbolo è il castello Pandone in cima alla città visibile già dal bivio della nuova variante. Tale struttura è ben conservata e consiglio di visitarla, soprattutto in occasione di mostre artistiche ed enogastronomiche. Oltre al castello e al laghetto della villa comunale, il piccolo centro storico non ha null’altro da offrire. Inoltre, tra la montagne sulla città, si può notare un rudere, una sorta di torre o di santuario a strapiombo sull’abitato. Naturalmente vi si può giungere solo a piedi.
Procedendo verso Isernia, si attraversa la piana di Venafro-Pozzilli che termina col viadotto sul Volturno. Questa è una pianura ricca di oliveti e difatti Venafro è “Città dell’olio”. Sulla sinistra, si nota la piccola borgata di Roccaravindola Alta, suggestivo punto paesaggistico.
Al km 31 su una collina a destra sorge il paese di Monteroduni, dominato anch’esso da un interessante castello, il castello Pignatelli.
Da ora la strada inizia a salire anche perché si lascia alle spalle la pianura per entrare in un paesaggio collinare. Dal viadotto “Longano”, al km 40 si può vedere l’abitato di Isernia che si sviluppa con forma allungata verso nord. Credo che sia uno dei pochi casi in Italia in cui il centro storico si trova più in basso rispetto alla città nuova. Il capoluogo pentro conserva importanti monumenti e soprattutto vi è il sito archeologico “La Pineta” del cosiddetto “Homo Aeserniensis”, risalente a più di 700.000 anni fa e tra i più antichi in Europa. Dal viadotto si possono ammirare le montagne che circondano Isernia tra cui la catena montuosa delle Mainarde sulla sinistra che separa il Molise dall’Abruzzo.
Essendo la Venafrana una strada con pericolosità alta, unirò le critiche con la spiegazione di tale pericolosità. Innanzitutto è bene ricordare che la SS 85 ospita un fetta rilevante del traffico tra il Lazio, la Campania, il Molise e l’Abruzzo, mediante gli assi di traffico spiegati nell’articolo de MOLISE: la questione dell’Autostrada. I numerosi mezzi pesanti attraversano una sede stradale insufficiente per la maggior parte del tracciato. Già al km “0” si capisce che la strada non è a scorrimento veloce eppure la velocità media supera spesso i 70. I limiti, in realtà, non permetto di superare gli 80 in nessun tratto, ma nella pratica questo succede di rado. Anche i mezzi pesanti hanno velocità superiori al consentito, ciononostante non mi sento di dare colpa solo agli utenti della strada, bensì anche ai gestori della tratta. Banchine insufficienti e soprattutto un’infinità di incroci a raso con strade comunali, vicinali e persino private. Per non parlare delle tante attività commerciali. Il problema, quindi, è che una strada tendenzialmente rettilinea coma la Venafrana non si può percorrere a 50 o a 70, ma nemmeno a 90 per via degli elementi descritti. La soluzione è costruire un’autostrada o strada extraurbana principale che dir si voglia. La pericolosità è proprio data da questi incroci che sono davvero troppi. Neanche si può pesare di eliminarli perché la viabilità e l’economia locale ne risentirebbero.
Credo sia conveniente dividere la strada in due tronchi. Nel primo, tra Vairano e Venafro, la pericolosità è maggiore. Nessun chilometro ha una banchina apprezzabile, si attraversa un passaggio a livello, si percorrono un paio di dossi molto pronunciati e ci sono parecchi bar con piccoli parcheggi. Il traffico canalizzato è inesistente tranne a Sesto Campano al km 11, dove la sede stradale è larghissima vista la curva stretta. Presso questo comune, i mezzi pesanti affrontano le curve con velocità troppo sostenute. Spero siano pochi gli utenti su bicicletta che percorrono il tratto. Da Venafro fino a Isernia, la sede stradale diventa più larga e rettilinea, tuttavia sono ancora molti gli incroci a raso sebbene alcuni siano dotati di corsie canalizzate. Mi sento di criticare ferocemente coloro i quali hanno deciso di eliminare le corsie di accelerazione presso gli svincoli tra Roccaravindola e Isernia. In pratica hanno rimosso la corsia inserendo uno “Stop” e costringendo gli utenti a immettersi direttamente sulla corsia di transito con velocità prossima a zero. Ciò significa che sulla strada si frena spesso e si rischiano pericolosi tamponamenti a causa di quest’inspiegabile scelta.

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Esempio sulla discutibile scelta di inserire gli “Stop” in luogo delle corsie di accelerazione: si vede come è stata tolta l’opportunità di utilizzarle con il disegno delle strisce zebrate ma soprattutto con gli spartitraffico provvisori, creando possibile pericolo alla circolazione sostenuta (Google Street View).

Una nota positiva della Venafrana, è che nei chilometri isernini l’asfalto è quasi tutto drenante, ma in generale, l’intera SS 85 è dotata di un asfalto quasi ottimo con poche buche e rattoppi. Suppongo che le condizioni del manto stradale riducano in maniera sensibile gli incidenti. Non parlo dei rimanenti chilometri tra Isernia e Pescolanciano, perché sono caratterizzati da una strada poco trafficata e di stampo provinciale.
Chiudo il discorso sicurezza ricordando che ci sono due autovelox, al km 12 e al km 36, entrambi in direzione Vairano. Anche qui ci sarebbe da polemizzare perché ce ne vorrebbe uno anche in direzione Isernia, sempre nel punto più critico di Sesto Campano.
Il voto è 6/10. Paesaggi non particolarmente interessanti e traffico talvolta troppo lento. Spesso si spende un quarto d’ora solo per attraversare i 3 km di Venafro. Se infatti ci fossero meno rallentamenti sarebbe almeno 7, visto che la strada è divertente e l’asfalto, come detto, è molto buono. Concludo ricordando che una piccola parte dei problemi della Venafrana è stata risolta costruendo la Variante lunga 8 km che consente di evitare il transito in Venafro. Questa SS 85 var. ha 2 corsie per senso di marcia e ha accorciato notevolmente i tempi di guida.

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