MARCHE/UMBRIA: SS77 della Val di Chienti [Quadrilatero]

La strada statale 77 della Val di Chienti prende il nome dal fiume Chienti che sorge tra gli Appennini marchigiani e sfocia in Adriatico. Durante La scorsa estate, la strada è stata citata spesso dai media nazionali, siccome è stato aperto al traffico il tratto appenninico a quattro corsie. Procedendo con ordine, in origine la SS 77 era costituita da una sola corsia di marcia tra Foligno, in provincia di Perugia, e Loreto in provincia di Ancona. Col passare del tempo si è pensato di renderla un’extraurbana principale con 4 corsie per senso di marcia, modificandone il percorso facendo sì che collegasse Foligno e la maceratese Civitanova Marche, senza terminare nell’anconetano. In questo modo si è delineata la parte sud del famoso Quadrilatero. Oggi, in linea di massima, la vecchia SS 77 coincide con la nuova nei chilometri tra Foligno e Macerata, mentre tra Macerata e Loreto è stata declassata a SP 77.
Già dagli anni ’80 il tratto marchigiano tra Tolentino e la costa erano costituiti da 4 corsie (questo era considerato raccordo autostradale), ma fino a Foligno è stata necessaria la costruzione di un’infrastruttura costosa e imponente il cui tracciato fosse sensibilmente differente da quello originario. Per superare gli Appennini sono stati realizzati viadotti e soprattutto 18 gallerie per un totale di 22 km sotto le montagne. Ciononostante, il fatto che si sia arrivati al 28 luglio 2016 per completare un’arteria di fondamentale importanza per tutto il centro Italia, fa riflettere e non sarei in errore se definissi vergognosa una tale situazione, anche perché se ne parla da decenni.

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Tratto recente appenninico (StradeAnas).

La SS 77 rientra nel progetto “Quadrilatero Marche-Umbria”. Un progetto tutto Anas che ancora oggi non è terminato ma che, almeno per la SS 77, può finalmente definirsi concluso. Come accennato, la strada rappresenta il lato sud del quadrilatero collegando la città umbra di Foligno alla marchigiana di Civitanova Marche. Il tratto tra Tolentino e la costa è caratterizzato soprattutto da pendolari che si spostano all’interno della provincia di Macerata e, difatti, il traffico si intensifica proprio in questi km. Comunque, la SS 77 è parte dei collegamenti tra l’Adriatico e le regioni dell’Umbria e della Toscana, quindi c’è una presenza costante di traffico commerciale con numerosi mezzi pesanti. Inoltre, soprattutto d’estate, sono tanti i turisti che la utilizzano per raggiungere le località di villeggiatura sulla costa.
Iniziamo a descrivere la strada. Il km “0” è a Foligno e subito comincia la salita necessaria per valicare gli Appennini. Mai come in questo primo tratto sono utili le 4 corsie, dato che i mezzi pesanti procedono con velocità talvolta inferiori a 60. In entrambe le direzioni, le lunghe gallerie non permettono di cogliere particolari paesaggi. In discesa, dal km 3 è possibile riconoscere parte dell’abitato di Foligno e della valle umbra, con il Subasio a svettare sulla destra. Ma, ripeto, i tunnel non permettono di vedere molto.
Dopo un totale di 11 km di gallerie, si giunge all’uscita di Colfiorito, località del comune di Foligno che sancisce la fine dell’Umbria e l’inizio delle Marche maceratesi. Oltre a rappresentare un punto di partenza per molte escursioni, Colfiorito è nota per la coltivazione di lenticchie.
In prossimità del confine, a un’altitudine di circa 800 m s.l.m., inizia la discesa verso la costa. Superate le uscite di Serravalle di Chienti e di Muccia, suggerisco di far caso ai laghi sulla destra: prima quello di Polverina al km 36 e poi il lago di Caccamo al km 59. Purtroppo tali bacini artificiali sono ben visibili solo in direzione Civitanova Marche. Sebbene il bacino di Polverina sia meglio osservabile dalla strada, perché in quel punto la vegetazione è scarsa, credo che il lago di Caccamo sia più suggestivo. Il motivo è che quest’ultimo è affiancato da un montagna rocciosa sulla sinistra con una particolare colorazione rossastra. Tale montagna risulta “spaccata” considerato che tempo fa vi era una cava. Inoltre, anche la forma allungata e stretta del lago ai piedi delle frazioni di Caccamo nel comune di Serrapetrona e di Pievefavera nel comune di Caldarola, a mio avviso lo rendono migliore.

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Il lago di Caccamo con la vecchia cava sulla destra e Pievefavera a sinistra (scatto in direzione Foligno).

Lo svincolo tra i due laghi permette di raggiungere Camerino, interessante cittadina medievale e sede universitaria, e il lago di Fiastra, certamente il più noto della provincia di Macerata. Presso la suddetta uscita al km 53, è possibile individuare la Rocca di Varano sulla sinistra, antica fortezza all’interno del territorio comunale di Camerino
Al km 70 consiglio di visitare Tolentino, cittadina di 20.000 abitanti la quale custodisce interessanti monumenti. Mi sento però di criticare il fatto di aver edificato un’industria proprio a poche centinaia di metri dal gradevole centro storico. Dalla superstrada si vedono i fumi dell’industria che vanno quasi ad affiancarsi alla cupola della Basilica di San Nicola. Vergognoso.
Dal km 82 è possibile raggiungere Macerata con 2 uscite. Il capoluogo è visibile per molti chilometri sulla sinistra visto che si estende su una collina a 300 metri s.l.m.. Si notano alcuni edifici apprezzabili come la chiesa di San Giovanni con la sua Cupola. Insieme a Tolentino, Macerata è la città che più da offrire sul piano artistico-monumentale della provincia omonima.
Fino alla costa, su entrambi i lati, sono distinguibili taluni comuni quali Corridonia, Montecorsaro, Monte San Giusto o Montegranaro ma nessuno spicca per particolari attrazioni. Nemmeno Civitanova Marche, dove termina la SS 77, ha molto da offrire, benché sia una discreta località di villeggiatura estiva e, difatti, negli ultimi anni ha avuto uno rapido sviluppo che la vede contare oltre 40.000 abitanti.
La strada ha una pericolosità nulla nella parte nuova, ossia tra Foligno e Camerino, e bassa per il rimanente tratto marchigiano. Parliamo prima di quest’ultimo, dove ci sono aspetti da criticare. Innanzitutto il limite è fissato a 110 per tutti i 57 km, tranne in alcuni punti, però la banchina è praticamente inesistente. Vi sono pochi centimetri tra la striscia bianca e il guardrail. Tuttavia ciò non rappresenta un grosso problema in quanto sono presenti molte piazzole di sosta. In realtà, ho notato che le piazzole non sono presegnalate, ossia non c’è il cartello che avvisa la distanza dalle stesse. Quindi, se abbiamo necessità di fermarci, dobbiamo inchiodare poiché c’è solo il cartello presso la piazzola. L’asfalto in quasi tutto il tratto è viscido e quando piove l’acqua defluisce a fatica, ma almeno le buche sono poche. Infine le corsie sono strette e anche qui si potrebbe discutere sul limite di 110, o perlomeno impedire il sorpasso tra i mezzi pesanti. In Umbria invece, la strada è una sorta di gioiellino della sicurezza: curve dolci, piazzole ben segnalate, larghezze adeguate e asfalto ottimo, almeno per il momento. Purtroppo a guastare la perfezione del nuovo tratto è l’assenza di aree di servizio e un’arteria di rilevanza nazionale non può permettersi tale assenza per 40 km. Prima di dare un giudizio, reputo necessario criticare la segnaletica stradale che è insufficiente. Questo lato del quadrilatero serve a tutto il centro Italia, ma fino a Muccia leggiamo Foligno-Tolentino sui segnali e solo sulla parte nuova è indicata la A1 Firenze-Roma. Come ho già detto, la SS 77 è strategica anche per la Toscana, pertanto sarebbe opportuno, già da Civitanova Marche, indicare Firenze, ma soprattutto Perugia, la quale è praticamente inesistente fino a Foligno, eppure è un capoluogo di regione, città turistica e sede universitaria. E poi mi chiedo a cosa serva il cartello nella foto, che di solito viene utilizzato per i valichi di montagna: Tolentino e Macerata sono dei passi alpini? Sono in cima a un colle? No.

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Sicuramente in inverno spesso nevica, ma non sembra esagerato? (Google Street View).

Il voto è 6/10. Sebbene la strada sia molto buona per i motivi suddetti, il divertimento è poco. Il paesaggio, tolti i laghi e alcune montagne appenniniche, appare piuttosto monotono, soprattutto tra Macerata e la costa. Il traffico nella parte iniziale, fino a Tolentino è quasi assente e ci si potrebbe annoiare. Chiudo l’articolo con delle osservazioni sul chilometraggio. Quando, a Foligno, si imbocca la SS 77, un cartello molto grande ci dice che mancano 99 km a Civitanova Marche. Un’osservatore attento potrebbe criticare questo numero perché alle porte della città adriatica i chilometri sono 110. La spiegazione, già accennata all’inizio dell’articolo, sta nel fatto che la nuova superstrada non segue il tracciato originario, il cui percorso si districa tra le montagne appenniniche, bensì è molto rettilineo. Anzi, possiamo notare come fino a Camerino la strada non venga chiamata SS 77, ma SS 77 var., a testimonianza della sensibile differenza tra le due. Comunque, dal prossimo 2017, la vecchia Val di Chienti passerà in gestione ai comuni che attraversa e la nuova superstrada diventerà, a tutti gli effetti, la SS 77 e non si parlerà più di variante. Tuttavia non credo che aggiorneranno il chilometraggio che resterà scorretto per tutto il tratto meno recente, cosicché a Civitanova continueremo a vedere il cartello “km 110”. Infine è particolare l’asfalto nelle nuove gallerie umbre, dove l’auto sembra singhiozzare a causa di avvallamenti impercettibili a vista che in alcuni punti sono molto marcati.

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